Uno studio dell'Università di Dresda indica l'ammontare delle "esternalità negative" dell'automobile a 750 € per abitante europeo all'anno.
Sottolineiamo per abitante, non per possessore di automobile, e il costo viene imputato anche ai neonati.
In Italia lo studio indica come l'esternalità negativa ammonti a circa 650 € all'anno. Lo stato europeo con indice più basso risulta la Romania, con poco più di 200 €, mentre quello più alto è il Lussemburgo, con oltre 1800 €.
Ciò vuol dire che in Italia il costo automibilistico per la società è di circa 39 miliardi di Euro all'anno.
Ma cosa si intende per "esternalità negative"?
Sono tutti i costi che non sono normalmente contemplati nel bilancio di una società di trasporto pubblico.
La politica ci ha abituati a pensare al trasporto come la somma di costi del servizio:
- mezzi
- personale
- carburante
- infrastrutture.
Invece il trasporto collettivo svolge un'importante funzione, oltre a quella di spostare persone, di limitare i costi collaterali del trasporto privato automobilistico.
L'automobile non è solamente un costo per il proprietario, costo stimato in circa 0,50 € al chilometro a salire, ma anche in costi sociali.
Gli incidenti automobilistici producono danni, feriti e morti.
Le automobili producono inquinamento e nella loro vita operativa creano problemi alla salute, soprattutto per l'apparato broncorespiratorio e cardiovascolare, e provocano danni alle infrastrutture usurandole. Ma ricordiamo che solo il 30/35% dell'inquinamento automobilistico è imputabile alla vita dell'auto, oltre il 60% viene prodotto durante la sua costruzione. Possiamo quindi dire che il l'automobile inquina ancor prima di entrare nel salone di vendita.
Il rumore, responsabile dei disturbi al sonno, di interagire negativamente all'attività lavorativa e alle interazioni sociali durante, è fonte di ulteriori danni economici alla società.
Le emissioni sono parte integrante del sistema di inquinamento responsabile del riscaldamento globale del pianeta. Questo provoca danni ambientali percepibili, infatti alcune città europee stanno predisponendo piani del traffico e della mobilità sostenibile che consentano di abbattere la quota privata del trasporto a percentuali bassissime.
A questo dobbiamo aggiungere un capitolo poco contabilizzabile: la qualità della vita.
La funzione di una classe politica non è solo quella di fare bene i colacoli, ma anche di presentare alla popolazione una prospettiva di crescita amche in fuzione della qualità della vita di ciascuno.
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Movimento 5 Stelle
lunedì 17 febbraio 2014
mercoledì 29 gennaio 2014
Dambruoso. Senza parole.
Rimango sinceramente sconcertato nel rivedere un video in cui un uomo di circa due metri si avvicina alle spalle di una donna di circa 50 cm più piccola e le sferra una gomitata in faccia.
Rimango sconcertato perché il fatto avviene nella Camera dei Deputati.
Rimango con lo stomaco in subbuglio perché quella donna la conosco.
Una donna forte ma pacata, un'attivista convinta, certo, ma di profondo senso democratico e con un sorriso disarmante.
È vero che quando vuole essere tagliente e incisiva lo sa fare, e l'ha dimostrato più volte nella stessa aula in cui è stata aggredita, forse questo è il suo "difetto".
Una donna con cui ho passato una intera giornata, insieme a suo marito e al loro bambino quando, durante la campagna elettorale provinciale, sono venuti a trovarci per una conferenza sui rifiuti a Tione.
Di li è partita una semplice amicizia con una famiglia che è di una normalità disarmante. Ma ferma nei propri principii. Per noi è stato normale incontrarli in stazione dei treni a Trento col bambino e accompagnarli. Per me è stato normale, in quanto ho fisso in macchina il seggiolino per il mio bambino. Forse è questo che l'atto ignobile che il deputato e magistrato ha perpetrato è per me ancora più sconvolgente. Sono le piccole cose che creano i ricordi e le sensazioni, e sapere che la madre di un bambino che ho trasportato in auto (ripeto, sul seggiolino di mio figlio) è stata aggredita mi colpisce e mi sconvolge.
So che è tumefatta, so che non sta bene, ma so anche che questo colpo l'ha rafforzata nello spirito. Almeno è quello che spero.
Le sono vicino, pur a un migliaio di chilometri di distanza, così come sono vicino a suo marito, che vive a cinquecento chilometri da lei e da suo figlio per permetterle di servire il paese.
Ma sono sconvolto ancora di più nel notare stamattina giornalisti che conosco non hanno avuto il coraggio di denunciare l'atto. Giornalisti che hanno espresso l'opinione (chiaramente riportata) del depurato aggressore allo stesso livello di un video che tutti potete vedere su internet.
Sono sconvolto non del fatto che "se fossero stati i grillini a farlo..." o stupidaggini del genere..
Sono sconvolto perché hanno giustificato l'aggressione.
Sono sconvolto perché non ho visto un titolo descrivere che un uomo ha aggredito una donna....ma che una "grillina asserisce che sia stata schiaffeggiata e il presunto schiaffeggiatore dichiara che ha difeso la presidente della camera"...presidente che non era già più in aula...e che era a decine di metri dall'aggressione.
La domanda mi sorge dal cuore, quando parlerete della prossima donna aggredita, vi verrà in mente che avete giustificato un aggressore in Parlamento?
sabato 25 gennaio 2014
Il concetto di mobilità e gli investimenti correlati
In un territorio che ha negli anni, giustamente, investito molto in viabilità privata, quale è il Trentino, si è ottenuto una vivibilità del territorio montano che fa invidia a tutte le altre aree montane italiane (escluso il Sudtirol).
Il risultato di questa politica è sotto gli occhi di tutti, un territorio completamente integrato e raggiungibile, che permette la vita in tutti i paesi e le borgate, anche le più distanti dal centro.
Ma ora si prospetta la realizzazione di un salto di qualità..o meglio, una pericolosa china di distruzione del territorio.
Se le strade sono l'asse principale per la comunicazione, la loro ridondanza e l'aumento illimitato di capacità in ambienti delicati come quello montano rischia di creare un effetto contrario alle presumibili buone intenzioni degli amministratori locali.
In particolare se non si riesce a creare un sistema parallelo di trasporto collettivo, le strade serviranno solo a produrre nuovo traffico.
In Trentino le strade non mancano, ma esiste un obiettivo problema di congestione e di inquinamento dovuto al traffico privato.
La soluzione prospettata? La costruzione di nuove strade.
Tra Rovereto e Riva del Garda è stato pubblicato un bando per la realizzazione di un nuovo collegamento in galleria. Il traffico di pendolarismo turistico sommato a quello locale rende effettivamente l'attuale sistema viario completamente bloccato nella stagione estiva e nelle ore di punta.
Inoltre l'attuale strada attraversa un biotopo, quello di Loppio, di particolare pregio e che ha caratteristiche ambientali delicate.
La realizzazione di una galleria, a lungo dibattuta anche nella comunità locale, ha però alcune grosse controindicazioni.
Si può pensare che un tale sistema oltre a creare un flusso di traffico veloce che sicuramente andrà a spostare le code, ma non certamente a eliminarle, e a non risolvere il numero di automobili circolanti (ma anzi ne aumenterà il numero), costerà circa il 30% dell'intera spesa dedicata ai trasporti pubblici di tutto il Trentino.
La spesa presunta, che rimarrà tale solo se chi vincerà l'appalto avrà l'onestà di rispettare il preventivo di spesa, è di 265 milioni di €.
Certo, occorre dare una soluzione ai problemi viari della popolazione locale, il dibattito è acceso, e l'amministrazione non ha altre soluzioni se non costruire la strada.
La cultura del trasporto privato è così radicata che ogni ragionamento sul trasporto collettivo viene rigettata a priori.
Neppure l'idea che attraverso il trasporto pubblico si possa organizzare un investimento bassissimo costo e soprattutto variabile secondo la domanda di mobilità della popolazione.
Visto l'andamento della richiesta di petrolio e gas in Italia, inoltre, ci si attende un periodo di abbattimento del traffico dovuto alla crisi e al costo del petrolio. Si rischia quindi di costruire strade che poi potrebbero (senza augurarlo) essere inutili.
La particolarità del trasporto pubblico è invece di poter essere facilmente potenziato nei momenti di richiesta e rallentato quando questa diminuisce.
Il risultato di questa politica è sotto gli occhi di tutti, un territorio completamente integrato e raggiungibile, che permette la vita in tutti i paesi e le borgate, anche le più distanti dal centro.
Ma ora si prospetta la realizzazione di un salto di qualità..o meglio, una pericolosa china di distruzione del territorio.
Se le strade sono l'asse principale per la comunicazione, la loro ridondanza e l'aumento illimitato di capacità in ambienti delicati come quello montano rischia di creare un effetto contrario alle presumibili buone intenzioni degli amministratori locali.
In particolare se non si riesce a creare un sistema parallelo di trasporto collettivo, le strade serviranno solo a produrre nuovo traffico.
In Trentino le strade non mancano, ma esiste un obiettivo problema di congestione e di inquinamento dovuto al traffico privato.
La soluzione prospettata? La costruzione di nuove strade.
Tra Rovereto e Riva del Garda è stato pubblicato un bando per la realizzazione di un nuovo collegamento in galleria. Il traffico di pendolarismo turistico sommato a quello locale rende effettivamente l'attuale sistema viario completamente bloccato nella stagione estiva e nelle ore di punta.
Inoltre l'attuale strada attraversa un biotopo, quello di Loppio, di particolare pregio e che ha caratteristiche ambientali delicate.
La realizzazione di una galleria, a lungo dibattuta anche nella comunità locale, ha però alcune grosse controindicazioni.
Si può pensare che un tale sistema oltre a creare un flusso di traffico veloce che sicuramente andrà a spostare le code, ma non certamente a eliminarle, e a non risolvere il numero di automobili circolanti (ma anzi ne aumenterà il numero), costerà circa il 30% dell'intera spesa dedicata ai trasporti pubblici di tutto il Trentino.
La spesa presunta, che rimarrà tale solo se chi vincerà l'appalto avrà l'onestà di rispettare il preventivo di spesa, è di 265 milioni di €.
Certo, occorre dare una soluzione ai problemi viari della popolazione locale, il dibattito è acceso, e l'amministrazione non ha altre soluzioni se non costruire la strada.
La cultura del trasporto privato è così radicata che ogni ragionamento sul trasporto collettivo viene rigettata a priori.
Neppure l'idea che attraverso il trasporto pubblico si possa organizzare un investimento bassissimo costo e soprattutto variabile secondo la domanda di mobilità della popolazione.
Visto l'andamento della richiesta di petrolio e gas in Italia, inoltre, ci si attende un periodo di abbattimento del traffico dovuto alla crisi e al costo del petrolio. Si rischia quindi di costruire strade che poi potrebbero (senza augurarlo) essere inutili.
La particolarità del trasporto pubblico è invece di poter essere facilmente potenziato nei momenti di richiesta e rallentato quando questa diminuisce.
mercoledì 15 gennaio 2014
Quanto costa un trasporto pubblico inefficiente?
Un progetto di ricerca dovrebbe servire per migliorare le condizioni di vita della popolazione.
Questo è quello che ci hanno sempre insegnato.
Illustri scienziati hanno consacrato la loro vita di studi non per il proprio tornaconto, ma per la collettività.
Nel campo del trasporto pubblico si è sempre pensato a inquadrare la materia nell'alveo della mobilità dei cittadini, senza collegarla (né concettualmente né finanziariamente) ad altre aree di interesse pubblico.
Spesso parliamo di trasporto pubblico scollegato addirittura all'urbanistica e allo sviluppo commerciale della città. Materie invece assolutamente correlate.
Ma che dire dell'impatto dei trasporti pubblici sulla sanità e sull'economia globale?
Eppure ci sono pochissimi studi a riguardo. Nessuno (a mia conoscenza) italiano.
Sarebbe utilissimo per gli amministratori sapere quanto incide il trasporto pubblico nei costi sanitari...ma vero, il capitolo di spesa "sanità" non interessa i sindaci, ma bensì le regioni...e qui inizia il conflitto di interessi del "chi paga"?
Ricordiamo una cosa.
Paghiamo noi cittadini. Attraverso le imposte.
Sarebbe quindi utile lo studio puntuale delle ricadute del trasporto pubblico, per convincere gli amministratori 'scettici' a considerarlo voce principale dell'investimento pubblico.
Questo è quello che ci hanno sempre insegnato.
Illustri scienziati hanno consacrato la loro vita di studi non per il proprio tornaconto, ma per la collettività.
Nel campo del trasporto pubblico si è sempre pensato a inquadrare la materia nell'alveo della mobilità dei cittadini, senza collegarla (né concettualmente né finanziariamente) ad altre aree di interesse pubblico.
Spesso parliamo di trasporto pubblico scollegato addirittura all'urbanistica e allo sviluppo commerciale della città. Materie invece assolutamente correlate.
Ma che dire dell'impatto dei trasporti pubblici sulla sanità e sull'economia globale?
Eppure ci sono pochissimi studi a riguardo. Nessuno (a mia conoscenza) italiano.
Sarebbe utilissimo per gli amministratori sapere quanto incide il trasporto pubblico nei costi sanitari...ma vero, il capitolo di spesa "sanità" non interessa i sindaci, ma bensì le regioni...e qui inizia il conflitto di interessi del "chi paga"?
Ricordiamo una cosa.
Paghiamo noi cittadini. Attraverso le imposte.
Sarebbe quindi utile lo studio puntuale delle ricadute del trasporto pubblico, per convincere gli amministratori 'scettici' a considerarlo voce principale dell'investimento pubblico.
domenica 29 dicembre 2013
Principio di Pareto ed economia politica applicata alle pensioni.
Siamo negli ultimi anni del 1800, quando l'ingegnere Vilfredo Pareto elaborò il suo famoso (nel marketing e nell'economia aziendale) principio: il Principio di Pareto, anche conosciuto come Curva ABC.
Personalmente l'ho studiato partecipando ad un master di gestione aziendale, all'interno del quale il Principio era usato per comprendere gli effetti microeconomici dei magazzini e dei pesi dei clienti.
In poche parole Pareto studiò un metodo matematico per definire gli indicatori economici a livello sociale, i quali sono ancora validi per tutte le attività economiche.
Questo è valido tutt'ora, naturalmente con qualche unità di differenza, per qualsiasi misurazione economica.
Qualche tempo fa discutevo con Cristiano Zanella, e gli ho chiesto:
- ma secondo te, l'idea che sia più facile trovare le risorse aumentando di poco le tasse agli strati di popolazione più poveri è corretta scientificamente?Al momento non siamo riusciti a trovare una risposta.Durante la discussione mi è venuto in mente l'ingegnere italiano di fine ottocento, e ci siamo chiesti:
-la tassa sul grano di italiana memoria, ha basi economiche o solo politiche?
Se si aumentano le tasse del 10% al Quinto, al Quarto e al Terzo quantile, si raggiunge il 60% della popolazione, ma solo il 5.5% del PIL totale.Possiamo quindi dire che aumentando del 10% le tasse al 60% della popolazione più povera, riesco ad ottenere un aumento di gettito fiscale dello 0,55%.Anche aggiungendo il Secondo quantile si arriva al 17,3 del PIL totale. Il che significherebbe raggiungere un aumento del gettito del 1,73%. Chiamiamolo 'Caso A'.
E se capovolgessimo la situazione?
Proviamo ad aumentare il gettito fiscale prelevandolo dal Primo quantile. Aumentando il gettito del 10% produrremmo un risultato dell'8,27% di aumento. Questo è il 'Caso B'.
E quali effetti sociali avremmo nei due casi?
-Caso A: la diminuzione del 10% in soggetti a basso e bassissimo reddito provoca la caduta nella povertà di una massa di popolazione enorme. Disastri sociali, equivalenti a sommosse e a una brusca frenata nei consumi interni. Già...un uomo consuma sempre la stessa quantità di beni primari, sia povero che ricco..l'unica differenza è nei beni di lusso. Ma anche qui, per fare in modo di avere una grande produzione di beni di lusso occorre una piccola e media borghesia ampia. Se questa cade al limite della povertà, anche il commercio di questi beni si blocca, creando disoccupazione e stagnazione economica.
- Caso B. La diminuzione del 10% del reddito a soggetti ricchi non modifica in nessun modo il loro tenore di vita. Non li avvicina alla soglia della povertà e soprattutto...produce un gettito fiscale di 5 volte superiore.
Abbiamo quindi trasportato il concetto sulle pensioni.Gli economisti neoliberisti ci hanno sempre detto (e ridetto...e ridetto...) che per 'aggiustare' i conti dell'istituto pensionistico (INPS) occorreva prelevare dalle pensioni più basse, quelle dei lavoratori.Lo hanno detto con tale convinzione che anche i sindacati ci sono cascati.Facendo i conti col Principio di Pareto invece scopriamo che il 20% (Primo quantile) dei pensionati prende l'80% di tutto l'ammontare pensionistico.Risulta quindi inutile economicamente e dannoso socialmente, prelevare dalle pensioni più deboli. Sarebbe decisamente produttivo porre un tetto massimo alle pensioni, che permettesse una vita più che decorosa ai pensionati, ma che li rendesse tutti al di sopra della soglia di povertà.Quindi la proposta del Movimento 5 Stelle, di abbassare il tetto pensionistico a 5000 € netti al mese, e alzare contemporaneamente la soglia minima a 1000 € al mese, non solo è fattibile, ma sarebbe di tale dirompenza che abbatterebbe immediatamente il cuneo fiscale dei lavoratori attuali, rendendo di fatto tutta la popolazione più ricca.Certo, faremmo un dispiacere a qualche migliaio di persone, che si troverebbero a prendere una pensione decurtata, ma anche a fare un piacere infinito a milioni di altri, rendendoli indipendenti economicamente.E tutto questo usando e studiando una teoria economica, attualissima e ancora modernissima, scoperta da un ingegnere italiano alla fine del 1800.
Personalmente l'ho studiato partecipando ad un master di gestione aziendale, all'interno del quale il Principio era usato per comprendere gli effetti microeconomici dei magazzini e dei pesi dei clienti.
In poche parole Pareto studiò un metodo matematico per definire gli indicatori economici a livello sociale, i quali sono ancora validi per tutte le attività economiche.
| Quantile dell'indicatore economico | Percentuale sul totale |
|---|---|
| Primo (i più imoprtanti) 20% | 82,70% |
| Secondo 20% | 11,75% |
| Terzo 20% | 2,30% |
| Quarto 20% | 1,85% |
| Quinto (i più poveri) 20% | 1,40% |
- economia: l'80% delle ricchezze è in mano al 20% della popolazione. Oppure: il 20% dei venditori fa l'80% delle vendite, ed il restante 80% dei commerciali fa solo il 20% delle vendite. Oppure: per treni e aerei l'80% dei ricavi deriva da un 20% di rotte non in perdita; l'80% del deficit sanitario italiano è localizzato in un 20% di ASL sparse sul territorio.
- qualità: il 20% dei tipi possibili di guasto in un processo produttivo genera l'80% delle non conformità totali. Oppure: l'80% dei reclami proviene dal 20% dei clienti.
- informatica: l'80% del tempo di esecuzione è impiegato solo dal 20% delle istruzioni di un programma. Oppure: l'80% delle operazioni degli utenti sono dovute al 20% delle funzioni a disposizione di un applicativo. L'80% degli errori di codifica è riconducibile al 20% dei moduli. Oppure: l'80% dei visitatori di un sito vede solo il 20% delle pagine.
- controllo di gestione: l'80% dei costi è determinato dal 20% delle attività svolte. Oppure: l'80% del valore del magazzino è determinato dal 20% degli articoli totali. (Wikipedia)
Qualche tempo fa discutevo con Cristiano Zanella, e gli ho chiesto:
- ma secondo te, l'idea che sia più facile trovare le risorse aumentando di poco le tasse agli strati di popolazione più poveri è corretta scientificamente?Al momento non siamo riusciti a trovare una risposta.Durante la discussione mi è venuto in mente l'ingegnere italiano di fine ottocento, e ci siamo chiesti:
-la tassa sul grano di italiana memoria, ha basi economiche o solo politiche?
Se si aumentano le tasse del 10% al Quinto, al Quarto e al Terzo quantile, si raggiunge il 60% della popolazione, ma solo il 5.5% del PIL totale.Possiamo quindi dire che aumentando del 10% le tasse al 60% della popolazione più povera, riesco ad ottenere un aumento di gettito fiscale dello 0,55%.Anche aggiungendo il Secondo quantile si arriva al 17,3 del PIL totale. Il che significherebbe raggiungere un aumento del gettito del 1,73%. Chiamiamolo 'Caso A'.
E se capovolgessimo la situazione?
Proviamo ad aumentare il gettito fiscale prelevandolo dal Primo quantile. Aumentando il gettito del 10% produrremmo un risultato dell'8,27% di aumento. Questo è il 'Caso B'.
E quali effetti sociali avremmo nei due casi?
-Caso A: la diminuzione del 10% in soggetti a basso e bassissimo reddito provoca la caduta nella povertà di una massa di popolazione enorme. Disastri sociali, equivalenti a sommosse e a una brusca frenata nei consumi interni. Già...un uomo consuma sempre la stessa quantità di beni primari, sia povero che ricco..l'unica differenza è nei beni di lusso. Ma anche qui, per fare in modo di avere una grande produzione di beni di lusso occorre una piccola e media borghesia ampia. Se questa cade al limite della povertà, anche il commercio di questi beni si blocca, creando disoccupazione e stagnazione economica.
- Caso B. La diminuzione del 10% del reddito a soggetti ricchi non modifica in nessun modo il loro tenore di vita. Non li avvicina alla soglia della povertà e soprattutto...produce un gettito fiscale di 5 volte superiore.
Abbiamo quindi trasportato il concetto sulle pensioni.Gli economisti neoliberisti ci hanno sempre detto (e ridetto...e ridetto...) che per 'aggiustare' i conti dell'istituto pensionistico (INPS) occorreva prelevare dalle pensioni più basse, quelle dei lavoratori.Lo hanno detto con tale convinzione che anche i sindacati ci sono cascati.Facendo i conti col Principio di Pareto invece scopriamo che il 20% (Primo quantile) dei pensionati prende l'80% di tutto l'ammontare pensionistico.Risulta quindi inutile economicamente e dannoso socialmente, prelevare dalle pensioni più deboli. Sarebbe decisamente produttivo porre un tetto massimo alle pensioni, che permettesse una vita più che decorosa ai pensionati, ma che li rendesse tutti al di sopra della soglia di povertà.Quindi la proposta del Movimento 5 Stelle, di abbassare il tetto pensionistico a 5000 € netti al mese, e alzare contemporaneamente la soglia minima a 1000 € al mese, non solo è fattibile, ma sarebbe di tale dirompenza che abbatterebbe immediatamente il cuneo fiscale dei lavoratori attuali, rendendo di fatto tutta la popolazione più ricca.Certo, faremmo un dispiacere a qualche migliaio di persone, che si troverebbero a prendere una pensione decurtata, ma anche a fare un piacere infinito a milioni di altri, rendendoli indipendenti economicamente.E tutto questo usando e studiando una teoria economica, attualissima e ancora modernissima, scoperta da un ingegnere italiano alla fine del 1800.
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sabato 7 dicembre 2013
Forza Italia, la nuova società post fallimentare del berlusconismo
L'idea che l'Onorevole Biancofiore ha paventato oggi della vicinanza tra la fantomatica nuova Forza Italia e il Movimento 5 Stelle sa di canto del cigno.
I miei 44 anni mi permettono di ricordare perfettamente gli sforzi berlusconiani per ottenere lo sdoganamento nella politica europea, sdoganamento effettuato attraverso l'intercessione dell'allora potentissima famiglia Agnelli nella persona stessa dell'Avvocato. Solo dopo questa intercessione il patron della Fininvest ha potuto sdoganare a sua volta prima Alleanza nazionale di Fini e poi la Lega di Bossi.
Sentire oggi che la 'Nuova Forza Italia' sbandiera le istanze antieuropeiste non solo fa ridere, ma sa di ennesimo raggiro del cittadino italiano.
Ricordo che durante questi 20 anni in nostro 'megaimprenditore' è riuscito a far eleggere al Parlamento Europeo politici del calibro di Iva Zanicchi e Gerry Scotti, i quali non ci hanno fulminato per la loro dedizione alle istanze italiane in seno alla politica europea.
Qualsiasi imprenditore o dirigente aziendale può dire che l'Italia è stata abbandonata nelle mani di politici francesi e nord europei, questi sì bravi e capaci, che hanno chiaramente fatto gli interessi dei loro rispettivi paesi.
Se l'Italia versa nelle condizioni disperate in cui si trova ora, almeno il 50% delle colpe è da asserire al partito Forza Italia-PDL (ora Nuova Forza Italia).
Che un'esponente locale di questa rivistitata area politica ora ci venga a raccontare che combatterà la battaglia per riportare l'Italia nella giusta posizione in seno al Parlamento Europeo, fa difatto, ridere.
Ridicolo è anche dichiarare che il Movimento 5 Stelle abbia copiato dai club di futura (e sottolineo futura) organizzazione. Ricordo che i Meetup sono realtà pluriennali in tutto il territorio italiano.
Chiedo quindi all'Onorevole Biancofiore dove trovi il coraggio di proporsi nella veste di antieuropeista, quando ha fatto parte di un governo (Letta-Alfano) costituito proprio per obbligare l'Italia a non ridiscutere i trattati europei e aver fatto nascere il governo Monti, altro governo istituito per ottemperare alle direttive della troika.
Noi non abbiamo televisioni e giornali, ma spero vivamente nella memoria dei miei concittadini e nell'onestà intellettuale degli organi di stampa non legati commercialmente a Forza Italia.
PS. Ridicolo è pure che la stessa Biancofiore si dica pronta ad un'alleanza con Grillo (senza neppure fare il nome del Movimento). Probabilmente intendeva dire che cerca un socio per il suo prossimo centro estetico.
I miei 44 anni mi permettono di ricordare perfettamente gli sforzi berlusconiani per ottenere lo sdoganamento nella politica europea, sdoganamento effettuato attraverso l'intercessione dell'allora potentissima famiglia Agnelli nella persona stessa dell'Avvocato. Solo dopo questa intercessione il patron della Fininvest ha potuto sdoganare a sua volta prima Alleanza nazionale di Fini e poi la Lega di Bossi.
Sentire oggi che la 'Nuova Forza Italia' sbandiera le istanze antieuropeiste non solo fa ridere, ma sa di ennesimo raggiro del cittadino italiano.
Ricordo che durante questi 20 anni in nostro 'megaimprenditore' è riuscito a far eleggere al Parlamento Europeo politici del calibro di Iva Zanicchi e Gerry Scotti, i quali non ci hanno fulminato per la loro dedizione alle istanze italiane in seno alla politica europea.
Qualsiasi imprenditore o dirigente aziendale può dire che l'Italia è stata abbandonata nelle mani di politici francesi e nord europei, questi sì bravi e capaci, che hanno chiaramente fatto gli interessi dei loro rispettivi paesi.
Se l'Italia versa nelle condizioni disperate in cui si trova ora, almeno il 50% delle colpe è da asserire al partito Forza Italia-PDL (ora Nuova Forza Italia).
Che un'esponente locale di questa rivistitata area politica ora ci venga a raccontare che combatterà la battaglia per riportare l'Italia nella giusta posizione in seno al Parlamento Europeo, fa difatto, ridere.
Ridicolo è anche dichiarare che il Movimento 5 Stelle abbia copiato dai club di futura (e sottolineo futura) organizzazione. Ricordo che i Meetup sono realtà pluriennali in tutto il territorio italiano.
Chiedo quindi all'Onorevole Biancofiore dove trovi il coraggio di proporsi nella veste di antieuropeista, quando ha fatto parte di un governo (Letta-Alfano) costituito proprio per obbligare l'Italia a non ridiscutere i trattati europei e aver fatto nascere il governo Monti, altro governo istituito per ottemperare alle direttive della troika.
Noi non abbiamo televisioni e giornali, ma spero vivamente nella memoria dei miei concittadini e nell'onestà intellettuale degli organi di stampa non legati commercialmente a Forza Italia.
PS. Ridicolo è pure che la stessa Biancofiore si dica pronta ad un'alleanza con Grillo (senza neppure fare il nome del Movimento). Probabilmente intendeva dire che cerca un socio per il suo prossimo centro estetico.
sabato 9 novembre 2013
Trasporto pubblico e società
Ho ripreso la tastiera dopo le elezioni provinciali.
L'occasione mi viene fornita dalla sensazione che alcune proposte del Movimento, e mie in particolare, possano essere l'occasione per un dibattito serio nel nostro territorio, e magari anche in altre parti d'Italia.
Parlo del trasporto pubblico gratuito.
Questa settimana, con Cristiano Zanella, abbiamo ripreso le fila del progetto e ci stiamo rendendo conto che la discussione continua e anzi si sta facendo più interessante dopo le elezioni.
E' paradossale che un momento di confronto politico serva solo per elevare muri e scavare trincee tra le persone e gli schieramenti, mentre dovrebbe essere il motore delle proposte per il futuro.
Ma è umano. La competizione crea fronti contrapposti, e questi scavano naturalmente trincee.
Ora la competizione è finita.
Ora siamo tornati ad essere cittadini e a presentare proposte, non a combattere contro qualcuno.
Da cittadino vorrei costruire un ambiente migliore per i miei figli, un ambiente che possa sopravvivere alla crescita del benessere della popolazione.
Vorremmo quindi sviluppare un percorso che possa creare una base comune per la realizzazione di un Trentino collettivo, di un Trentino cooperativo, di un Trentino sociale.
Tutte parole che sono nel tessuto imprenditoriale e politico...a parole, ma poi che spesso si misurano solo nei convegni e nelle proposte.
La domanda che mi faccio è: cosa c'è di più collettivo e cooperativo di un'idea di trasporto pubblico efficiente e alla portata di tutti?
Sono ormai quasi due anni che studiamo il trasporto pubblico per formulare una proposta che abbia tre caratteristiche fondamentali:
- abbattimento del traffico automobilistico;
- velocità di esecuzione;
- economicità di realizzazione.
Insieme a molti amministratori europei abbiamo partecipato a convegni per comprendere quali siano le motivazioni che rendono tali obiettivi necessari e quali siano le necessità operative nel raggiungere questi risultati.
Questo articolo è solo il primo di una serie che vuole aprire un confronto leale e pratico con tutte le persone e le forze che vogliano vivere in un territorio più vicino alle persone.
Abbattimento del traffico automobilistico.
La Commissione Europea chiede alle amministrazioni locali di attuare politiche che portino a tale risultato. Ma non dobbiamo operare delle scelte solo in base alle richieste della Commissione, dobbiamo farlo se queste richieste hanno una logica.
Il traffico crea inquinamento.
In Trentino, nella Valle dell'Adige e Alto Garda, viviamo costantemente sopra i limiti di inquinamento dettati dalla EU.
Lo possiamo misurare dai dati che ci fornisce l'APPA.
Ieri (venerdì 8 novembre) a Trento si misuravano 48 µg/m3 nel Parco S.Chiara (in un Parco!!!) e 75 in via Bolzano. A Rovereto in Largo Posta se ne misuravano 42, a Riva del Garda 37.
Il limite europeo è di 40 µg/m3: possiamo dire che siamo costantemente sopra i livelli di inquinamento.
Infatti sono ricomparsi i cartelli di divieto di transito per le automobili Euro 0.
Il vivere constantemente a questi livelli implica il generarsi di malattie croniche a danno del sistema bronco respiratorio (asma, allergia, affezioni bronchiali croniche) e aggravano le malattie cardiocircolatorie.
Il costo sociale di tali effetti non è stato ancora studiato, ma è evidente e non confutabile che sia notevole.
Il traffico crea incidenti.
La statistica ACI che riguarda gli incidenti indica una diminuzione del numero di incidenti del 9% e dei morti del 5,4% a livello nazionale, ma ne spiega il risultato con la minore mobilità della popolazione a causa della crisi. Di fatto l’ACI certifica che diminuendo il traffico automobilistico diminuiscono gli incidenti e i morti.
Solo in Trentino ci sono stati oltre 2000 feriti e 38 morti nel 2012.
I costi di tali incidenti sono enormi, non solo personali e familiari, ma anche economici. Ripristino delle strade, giorni lavorativi persi, spese sanitarie, perdita di professionalità...Tutti costi che non si imputano mai al ‘costo’ automobilistico, ma che lo rendono costoso e impegnativo per tutta la collettività.
Il traffico crea solitudine.
Passiamo in automobile quasi 1300 ore all’anno. Quasi 3,5 ore al giorno, tutti i giorni.
Soli. Senza possibilità di comunicare con nessuno, infatti cerchiamo ogni metodo per farlo, telefono, sms, facebook, twitter..tutti mezzi utilizzati moltissimo mentre si guida. Pensiamo solo ai nuovi social network che riescono a scrivere i messaggi ‘dettati’, sono sistemi utilizzati per la maggior parte in automobile.
In auto siamo soli, senza possibilità di confronto. In un mezzo pubblico siamo insieme.
Si, perchè il trasporto pubblico ha anche questa funzione, avvicinare le persone tra loro, farle parlare, renderle meno sole.
I dati scientifici spiegano che dove il trasporto pubblico è efficiente e utilizzato dalla maggior parte della popolazione aumentino le visite ‘sociali’ come quelle ospedaliere e nelle case di riposo . Di fatto il trasporto pubblico va di pari passo con il volontariato non organizzato.
L’automobile costa.
Tra spese di ammortamento del capitale, ovvero per acquistare l’automobile, e il costo di mantenimento, l’ACI indica circa 0,50 € al km la spesa che ognuno di noi sostiene per utilizzare il mezzo privato.
Pensando ad una percorrenza media di 11.000 km all’anno, si calcola che mediamente ogni anno un automobilista spenda 5.500 €, ovvero 460 € al mese.
Prendiamo il caso di un lavoratore che percorre una tratta giornaliera di circa 25 km, e caliamola nella realtà trentina. Chiunque faccia le seguenti tratte per recarsi sul luogo di lavoro rientra nei calcoli successivi:
- Rovereto-Trento
- Levico - Trento
- Mezzocorona -Trento
- Riva del Garda - Rovereto.
Tutti questi lavoratori fanno circa 11.000 km all’anno solo per recarsi sul luogo di lavoro. A questi occorre aggiungere quelli per la vita sociale e per il tempo libero.
Ma possiamo dire, tabelle ACI alla mano, che questi lavoratori spendono per recarsi a lavorare circa 400€ al mese.
Il tempo passato in automobile da questi pendolari è di circa 1,4 ore al giorno, 28 ore al mese, oltre 300 all’anno.
Occorre iniziare a ragionare su come mezzi alternativi possano aiutare il cittadino a:
- vivere in un ambiente più sano
- vivere in un ambiente più sicuro
- vivere in un territorio meno costoso
- vivere in un territorio meno stressante e solitario.
Nei prossimi giorni analizzerò i due punti successivi:
- velocità di esecuzione;
- economicità di realizzazione.
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