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Movimento 5 Stelle

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mercoledì 18 settembre 2013

APPA indipendente

In Trentino abbiamo una struttura in cui lavorano una serie di professionisti che, se messi nelle giuste condizioni, saprebbero controllare il nostro ambiente, supportando le aziende e le amministrazioni nella definizione di adeguate procedure per prevenire e per accertare danni e disastri ambientali, e non esclusivamente per renderli pubblici.L'APPA però è controllata completamente dalla PAT, alla quale è legata non solo per i finanziamenti, ma, nei fatti, anche per le procedure, sebbene la legge per la sua istituzione preveda l’autonomia organizzativa, amministrativa, tecnica e contabile. Lacci burocratici impediscono ai funzionari dell'agenzia di lavorare per il bene primario della nostra provincia: l'ambiente.
Il Movimento 5 Stelle vuole rendere indipendente l'APPA dalla gestione diretta dell'amministrazione provinciale, con dirigenti assunti per concorso definito con largo anticipo e completa autonomia organizzativa ed operativa. Con funzioni oltre che di controllo anche di consulenza per prevenire i danni ambientali, poiché siamo convinti che il territorio debba essere difeso prima di avvelenarlo.
Non capiamo come il controllore (APPA) possa essere subordinato al controllato (PAT e società ad essa correlata) non consentendo così l'esercizio indipendente dell'attività di consulenza e di controllo tecnico. L'indipendenza, infatti, si misura da analisi e controlli in settori diversi senza discriminazione alcune. Un esempio: come mai aziende private vengono sanzionate e chiuse (giustamente) dietro verifica di emissioni rumorose ma le FS possono usare materiale rotabile inadeguato in termini di inquinamento acustico? Dalle Acciaierie Valsugana all'ultima notizia dell'amianto ritrovato nel Garda, se l'APPA fosse stata indipendente avremmo avuto notizie più celeri, utili e maggiore benessere per la popolazione residente.


L'obiettivo? Semplicemente non rischiare di farci controllare dall'esterno, ma ricominciare a gestire la nostra preziosa autonomia con saggezza e lungimiranza.

venerdì 13 settembre 2013

Il problema della Valsugana? 35.000 camion in più al giorno...dal 2016!

Il problema della viabilità, e quindi dell'ambiente e del turismo, della Valsugana dei prossimi anni parte dalla costruzione della superstrada Pedemontana Veneta.
Gli 'amici' leghisti veneti ci hanno tirato un bellissimo scherzo.
Invece di potenziare il trasporto merci ferroviario hanno deciso di costruire un'opera faraonica, molto contestata sul territorio con paura di infiltrazioni mafiose come successo in Lombardia durante il governo Formigoni-Lega.
Si tratta della Pedemontana Veneta che porterà il traffico pesante nella direttrice della Valdastico, passando per Bassano del Grappa.
Gli effetti sul nostro territorio sono celati dalla politica miope attuale...ovvero fin troppo chiaramente nascosti, tanto che inizio a pensare che non si voglia dare soluzioni al fine di prendere la popolazione della Valsugana per la gola e farle accettare qualsiasi proposta della lobby dell'asfalto trentino-veneto.
Si, l'idea che nasce è che i finti avversari politici, capeggiati da Rossi e Grisenti in Trentino e Zaia in Veneto, stiano lavorando per farci accettare qualsiasi operazione col coltello puntato alla gola. 
Il coltello sarà il traffico pesante su gomma.
La Pedemontana Veneta infatti sposterà un flusso di circa 35.000 veicoli al giorno proprio sulla tratta valsuganotta, e questo nel 2016, momento dell'apertura della superstrada.
L'attuale strada provinciale non sopporterà tale traffico, si creeranno code infinite, inquinamento insopportabile, incidenti quotidiani con morti e feriti sia tra gli automobilisti che tra la popolazione locale.
Il turismo verrà annientato. 
I nostri clienti nord europei vivono già oggi in città con molto meno traffico delle nostre, in ambienti dove le automobili stanno per essere bandite a favore di biciclette e trasporto pubblico. Per fare le vacanze sceglieranno territori congestionati dal traffico pesante e con rischio per il traffico cicloturistico?
Siamo convinti che perderemo una fetta importante di questo turismo.
E allora gli amministratori Rossi-Grisenti-Zaia cosa ci proporranno?
TAV, Valdastico e Valsugana a 4 corsie!
Tutte con una tempistica degna di una tartaruga in una corsa con le lepri.
Praticamente ci stanno proponendo di sopportare per almeno 15 anni il traffico generato da 35.000 veicoli con la strada attuale, spendendo - con le loro proposte - circa 70 miliardi di Euro!!
Se accettassimo l'idea di costruire la Valsugana a 4 corsie, probabilmente fluidificheremo il traffico pesante in valle, ma creeremo code infinite a Trento nord e ammorberemo la valle di PM10 e inquinamento.
Sarebbe una calamita per il traffico pesante di tutta Europa, un passaggio veloce e gratuito per unire il corridoio 1 al 5.
Se accettassimo di costruire la Valdastico aspetteremmo 15 anni, distruggeremmo la zona tra Rovereto e Trento, e non risolveremmo nulla. Il costo del pedaggio sarebbe talmente alto che una percentuale altissima di traffico pesante passerebbe comunque dalla Valsugana. In compenso avremmo creato una lotta fratricida tra valsuganotti e vallagarini...inutile e a vantaggio esclusivamente della lobby dell'asfalto.
La TAV...visto che la inaugureranno quanto la maggior parte di noi sarà passata a miglior vita, credo fermamente che non servirà a nulla.
La domanda quindi è:
Vogliamo vivere in una valle invasa da camion che portano merci da Amburgo a Budapest senza aver nessun vantaggio, neppure a livello economico, ma solo morti e inquinamento?

Credo di no, credo che nessuno voglia soluzioni simili. Ma Ro-Gri-Za ci propongono queste soluzioni mirabolanti, contando sulla nostra disinformazione.

Ieri, in una serata dedicata al trasporto e alla viabilità in Valsugana, si è discusso di questo.
La proposta, elaborata da me in quanto responsabile del GdL trasporti del Movimento 5 Stelle trentino, è stata accolta sia dagli attivisti della zona che dai candidati presenti e dal candidato presidente come percorribile e quindi sarà inserita nel programma.
Come sempre le soluzioni semplici sono quelle meno costose, e che impattano meno il territorio.
Occorre agire in 5 fasi:
1) Vignetta per i mezzi pesanti parassiti (che non si fermano in Valsugana per carico o scarico).
2) Adeguamento del divieto di transito dei mezzi pesanti alle normative dell'A22 in termini di inquinamento. Attualmente sull'A22 è vietato il passaggio di TIR sotto EURO 2, mentre in Valsugana non  c'è limitazione.
3) Aumento del traffico merci immediato sulla tratta ferroviaria Verona-Brennero a costi competitivi e tempi certi del 30-40%. risultato raggiungibile come il GdL trasporti ha già evidenziato nel sul programma dedicato alla ferrovia.
4) Studio e veloce ristrutturazione della ferrovia della Valsugana, sua elettrificazione e sfruttamento per il trasporto merci e metropolitana veloce.
OBIETTIVO: Mantenere sull’asse ferroviario Verona-Brennero il traffico pesante parassita.
Il costo della soluzione del Movimento 5 Stelle è infinitesimo rispetto a tutti gli altri fantasiosi progetti e soprattutto immediatamente attuabile.
Perchè ricordo che nel 2016 -tra due anni - la Valsugana sarà invasa da 35.000 veicoli al giorno!



mercoledì 11 settembre 2013

In Italia fare un bambino costa???

Ecco la domanda di un danese che chiacchera con un italiano.
Riporto integralmente un post che ho trovato qui: http://www.seicorde.eu/dblog/articolo.asp?articolo=40

Forse dovremmo interrogarci di cosa fanno i nostri politici del 65% delle nostre tasse, senza darci NULLA (proprio NULLA) in cambio.

Non è questione di giustizia, è che ci facciamo rubare i soldi dai nostri amministratori, senza battere ciglio, senza indignarci, senza protestare, senza cambiarli.

In tutto il resto d'Europa quando un politico utilizza male i soldi pubblici viene cacciato dal suo stesso partito, noi stiamo a discutere se un evasore fiscale è da tenere in parlamento o no.

Ci meritiamo tutto questo? Se continuiamo così certamente...

Ma ora leggetevi questo racconto reale...e rodetevi il fegato:


BENVENUTI IN DANIMARCA
Non so per quale strano caso, me negli ultimi mesi diversi cari amici, hanno scelto di andare a vivere nel Nord Europa e nessuno si lamenta della nuova vita.
Tra questi, le storie più incredibili le sento dagli amici che ora vivono in Danimarca.
Qualche settimana fa mi chiama Martina e mi dice: “Allora Carlo, come procede la gravidanza della tua compagna?” e io le rispondo: “Martina… fortunatamente procede tutto bene, ma in pochi mesi stiamo spendendo tantissimi soldi, tra visite specialistiche, ecografie, esami del sangue, e ancora deve nascere, figuriamoci quanto inciderà un figlio nel bilancio famigliare appena sarà nato… ora capisco quando le persone dicono c’è troppa crisi per permettersi un bambino”
e lei “SCUSA? Cioè in Italia per fare figli devi pagare? Cioè in Italia fanno pagare per mettere al mondo creature che, tra qualche anno, pagheranno tasse per mantenere il paese? Non ci credo, qui è un mondo completamente diverso, non solo ogni esame medico è completamente gratuito, ma nel caso di gravidanza lo stato ti sovvenziona, non paghi nulla, anzi… ogni bambino che nasce lo stato da dei contributi economici, e non solo le mamme prendono la maternità, ma contemporaneamente lo stato fa prendere anche la paternità ai padri. C’è un altissimo rispetto per la famiglia, anche perché allo Stato, tutto torna… nei prossimi giorni, quando torno in Italia ti racconto il resto….”
Io nel frattempo ho cercanto in giro e ciò che trovavo era sconcertante se paragonato al nostro paese: In DANIMARCA non si paga la tassa sulla prima casa. In DANIMARCA non esiste il sostituto di imposta, i lavoratori dipendenti percepiscono la paga lorda e compilano una dichiarazione dei redditi di 2 paginette senza commercialista, CAF e menate varie. In DANIMARCA ci sono -20 gradi d’inverno, ma nelle case ci sono 25 gradi perchè il riscaldamento delle abitazioni si fa con le acque reflue delle fogne depurate, inviate nelle abitazioni sfruttando come fonte energetica il gas prodotto.
La spesa di una famiglia di 3 persone per scaldare un ambiente di 100 mq. per un anno è di 150 euro.
In DANIMARCA i ministri girano in bicicletta, così come la gran parte della popolazione, indipendentemente dalle condizioni climatiche. Se ti azzardi a comprare una macchina nuova ti bastonano di tasse, mentre se tieni la tua vecchia carretta (rinunciando a produrre CO2 per il ciclo produttivo d una nuova auto) hai agevolazioni fiscali. In DANIMARCA paghi le tasse per avere la pensione, ma se decidi di rinunciare ti ridanno i soldi con gli interessi. In DANIMARCA i crediti dello STATO verso i contribuenti sono liquidati per legge ENTRO 1 MESE ma nessuna amministrazione si azzarda a superare i 15 gg per una questione di efficienza. In DANIMARCA un operaio guadagna l’equivalente NETTO di 2.500 euro e un direttore di banca non supera i 7.000.
NON E’ VERO CHE IN DANIMARCA LE TASSE SONO PIU’ ALTE CHE DA NOI, in quanto la pressione fiscale (che è esente da addizionali locali) è inferiore al 42% TUTTO COMPRESO.
E ieri è passata a trovarmi Martina, e abbiamo approfondito il discorso:
“Ambientarsi in un paese nuovo può spaventare, ma quando un paese ha un alto livello di civiltà, diventa tutto molto più semplice e veloce, corsi gratuiti di 3 anni della lingua Danese per tutti, ma qui il danese sembra quasi la seconda lingua, con l’inglese vai ovunque. La cosa che mi ha stupita di più di questo paese è che qui si pagano tasse care, ma mai quanto in Italia e la cosa pazzesca è come il paese fa vivere i propri cittadini.
Efficienza in ogni settore, il rispetto per l’ambiente, il rispetto per le classi sociali…
Le case sono molto belle, prevalentemente basse, i grattacieli e i palazzoni sono una rarità, il clima in inverno è molto rigido ma in estate è assolutamente mite. E in ogni stagione si gira tutti in bicicletta, sempre. Le città sono tutte a misura di bici e chi usa la macchina viene visto malissimo, sembra una pecora nera in un paese di mosche bianche. Chi vuole la macchina paga tasse pesantissime, questo perché lo stato disincentiva traffico e smog. Le autostrade sono completamente gratuite, mentre da voi in Italia costano più del carburante che consumate per percorrerle.
Posso continuare col raccontarti che voi pagate scuole e università, ma qui è tutto gratis, ma la cosa più bella rispetto a voi è che gli studenti in Danimarca percepiscono uno stipendio. Si perché lo stato considera lo studio come un lavoro e quindi come tale va retribuito.
[Io a questo punto ho iniziato a "sudare" dalla rabbia e mi sono subito andato a cercare informazioni a riguardo perché non ci credevo…. e sentite bene, uno studente universitario danese (o immigrato con residenza/cittadinanza) percepisce uno stipendio mensile minimo di circa 700€ (5.000 corone danesi) come "stipendio dello studente" pagato dal governo]
E come se questo non bastasse lo stato danese continuerà a dare un aiuto economico nel caso in cui gli studenti nei 12 mesi successivi dalla laurea non trovassero lavoro.
La vita costa un po’ più dell’Italia, nel senso che le case sono un po’ più costose della media italiana, ma non esistono poi tasse sugli immobili, e credimi che uno studente che percepisce dalla scuola minimo 700€ se divide un affitto con altri studenti può comunque permettersi di non pesare più sulla propria famiglia.
…E pensare che in Italia a volte 700€ non è neanche la retta mensile per certe università o lo stipendio di molti lavoratori….
Comunque è vero che le case costano un po’ di più, come costa un po’ di più la vita se vai a prenderti un aperitivo con gli amici tutti i giorni, ma considera che un laureato, semplicemente con il suo primo lavoro percepisce quasi 4.000€ al mese, NETTI”.
A quel punto, io a 36 anni con una vita di lavoro alle spalle dubito così fortemente da schernire Martina: “MA FIGURATI, neolaureato al primo lavoro e percepisce 4.000€ netti? È impossibile”.
E lei: “Eccoti la busta paga di Luca: 3.780€ a 24 anni per il suo primo lavoro.
È vero che paghi un po’ di più una casa, ma tu pensa che noi come coppia portiamo a casa 2 stipendi simili, anche se il nostro bellissimo bilocale, arredato e in centro costa 1.200€ al mese, guadagnando comunque 7.000€ ci rimangono ogni mese 5.800€ e ti garantisco che ci viviamo benissimo. E poi vuoi sapere qual’è la ciliegina sulla torta? Che qui non si lavora come muli o schiavi, qui si è molto tranquilli, sereni, si inizia a lavorare mediamente alle 10 la mattina e alle 16 si esce dal lavoro. Questo è il nostro “full time” che ti fa prendere quasi 4.000€ di stipendio. Il resto del tempo potrai passarlo con la tua famiglia e viverti la tua vita.
Considera che comunque da queste parti nessuno guadagna meno di 2.500/2.700€ al mese.
La cosa che da italiano ti farà strano, è vedere milioni di biciclette, alcune costosissime, lasciate libere, senza catene, e nessuno ruba nulla. Nei primi tempi mi metteva in difficoltà vedere le donne che lasciavano borse e cellulari abbandonati sui tavoli o sulle sedie e tranquillamente dopo mezz’ora tornavano a riprenderle su quei tavoli abbandonati, mai nessuno che osa fare un furto. In Italia sarebbe solo una questione di pochi secondi per subirlo. C’è così tanta onestà in questo paese, che le mamme con i bambini nei passeggini, quando vanno a fare shopping, entrano nei negozi, e lasciano i piccoli parcheggiati fuori, loro con calma scelgono i capi, se li provano, li pagano ed escono fuori a riprendere i passeggini, lo fanno per non far subire ai piccoli gli sbalzi termici in modo che si ammalano di meno, ma non è mai sparito un bambino in Danimarca! In Italia quale madre avrebbe così tanta fiducia del prossimo?
Un’altra caratteristica è la luce… d’estate le giornate sono piene di sole per moltissime ore al giorno, in inverno la luce è poca… teniamo le luci un po’ più accese di voi nei periodi freddi. Si dice che potrebbe essere questo a causare una percentuale discreta di suicidi nella popolazione, ma in realtà neanche l’Italia ne è esente, anzi da quanto sento negli mesi forse nei prossimi dati che verranno pubblicati ci supererete. Proprio per diminuire questo problema il governo ha da poco stanziato un “piano ferie” che aumenta mensilmente la possibilità ai dipendenti di farsi un viaggio nei paesi caldi, si arriva tranquillamente ad avere una settimana di ferie al mese (percependo sempre lo stesso stipendio), e il colmo è che la Danimarca è un paese felice, dove tutto va benissimo, dove non manca nulla e anche gli autobus, che hanno un biglietto più costoso (circa 3€ ma utilizzabile contemporaneamente da 4 persone: 1 genitore e 3 figli), indicano la destinazione con uno smile e la scritta “Sorridenti fino alla meta”.
Ora raccontami, come va la tua vita in Italia?


PS. per il Trentino il 27 ottobre avete la possibilità di cambiare le cose.
Votate qualcos'altro, votate per chi è indignato per tutto questo, votate per degli sconosciuti che hanno queste idee: abbassare le tasse, abbattere le spese inutili, aumentare i servizi.
Si può...e ve lo dimostreremo.
Cosa vi costa? Al massimo rimanete come siete ora...al minimo risolleverete le sorti del Trentino.

lunedì 9 settembre 2013

Dismissioni. Privatizzazioni. Presidenzialismo.

Proviamo a ragionare, da semplici cittadini.
Il nostro vivere in comune si basa sulla sussidiarietà, sull'aiuto che ognuno offre all'altro.
Tutti noi paghiamo le tasse, o perlomeno una parte del dovuto, al fine di ricevere qualcosa in cambio in funzione di servizi, infrastrutture, scuola, salute, trasporti, difesa, giustizia. Tutti beni che autonomamente e singolarmente non potremmo permetterci.
La democrazia si basa quindi sulla gestione dei beni comuni, in funzione della maggioranza della popolazione.
Pensiamo per un attimo se non esistessero i beni comuni. Niente strade costruite con i soldi delle imposte, nessun ospedale pubblico, nessuna scuola finanziata dalle imposte, nessuna giustizia libera e autonoma. Potremmo pensare di vivere meglio in una situazione simile, non avremmo tasse da pagare, non avremmo nessuna imposizione da ottemperare, ma avremmo piccoli gruppi di persone che gestiscono il territorio senza costruire nessuna opera.
Non potrebbe durare a lungo, qualcuno prenderebbe il sopravvento e diventerebbe il tiranno di turno al fine di ottenere parte del guadagno-raccolto e con la presunzione di difendere la popolazione. Fintanto che gli strati economicamente più importanti agirebbero per sovvertire l'ordine costituito e operare una rivoluzione, più o meno cruenta.
E finchè si tratta di guerre intestine al potere, il popolo sarebbe solo spettatore, magari coinvolto nelle guerre e trucidato, ma senza aver la possibilità di esprimere un desiderio qualsiasi. Ma per ottenere un vero lunghissimo periodo di potere economico e sociale, occorre che la pace sociale - quantomeno all'interno di uno stato - regni sovrana. Per ottenere questa pace interna le aree economiche dovrebbero utilizzare la forza detonante di tutta la popolazione, che, imbracciate armi primordiali ma in moltitudine, agiscano nel nome della democrazia e della redistribuzione del reddito.
Le Costituzioni nascono così. Contro un tiranno e con l'unico fine di unire il popolo in un unico corpo, con milioni di cellule che si aiutano l'un l'altra, che si sostengono nei momenti difficili e dividono il benessere nei momenti di crescita. Un corpo che aspira a stare sempre meglio, ma insieme, che vuole offrire a tutte le sue parti la medesima opportunità di successo, senza mai prevaricare altre cellule...altri individui.
La ricchezza che produce un tale corpo è talmente elevata, e la sua forza è talmente grande, che può avvenire che alcune parti di esso abbiano il tempo e la posizione per decidere di diventare i nuovi tiranni. Non essendo possibile invadere o fronteggiare una forza così organizzata, la mina dall'interno. 
Il primo obiettivo è far credere a ogni cellula che la sua vita sia infelice, che abbia diritto a una crescita maggiore, che il suo fine sia prevaricare legalmente sugli altri, in modo da accumulare ricchezze non consumabili neppure dopo generazioni di sperperi. Non quindi una crescita culturale, ma meramente economica. E quando questo avviene alcune di queste cellule si organizzano, si uniscono, senza farlo sapere alle altre, ma anzi mimetizzandosi con esse, facendo credere di avere gli stessi intenti.
Ma mentre le une lavorano quotidianamente per avere il necessario per una vita dignitosa, le altre diventano un tumore pensante che ha come fine unico l'erosione delle risorse personali delle prime più numerose. Raccontano quindi che per salvare l'economia occorra tassare poco i molti - togliendo porzioni di reddito enormi a milioni di individui -  e che il reddito dei pochi ricchi debba essere preservato, in quanto vero motore del benessere dei più.
Sempre rimanendo nell'alveo delle Costituzioni fanno credere alle molte che occorra un periodo di riforme, al fine unico di offrire possibilità di crescita ancora maggiori.
Quindi le convincono che occorre lavorare di più, essere più tassate e avere meno servizi, per fornire linfa vitale agli investimenti faraonici che forniranno a loro stesse - la popolazione - ricchezza e benessere...e lavoro.
Per fare questo utilizzano l'informazione, la formazione, la scuola - servizi completamente pagati coi soldi di tutti i cittadini - per far passare l'idea che investire i soldi pubblici sia fondamentale per la crescita...per poi demonizzare l'amministrazione che queste opere gestisce per conto e in nome della società.
E chi dovrebbe gestire queste opere - ricordiamo pagate dalla collettività - se non i privati, così bravi a gestire e far profitti per conto dei propri investitori?
Proprio loro dovrebbero essere incaricati di questo oneroso compito sociale, le società private.
In questa maniera i tumori pensanti convincono le cellule sane lavoratrici a farsi regalare i beni comuni, prima in cambio di poche monete, poi, una volta che le casse dello stato sono svuotate da corruzione e sperpero, si propongono come costruttori e gestori dei servizi...in cambio di un affitto mensile e della gestione economica e capitalistica, naturalmente.
Così le cellule lavoratrici si impegnano, impegnano il frutto del loro lavoro e quello dei loro figli, per la costruzione di opere inutili, non funzionali, ma garantite economicamente da questo impegno.
Pochi guadagnano cifre inimmaginabili e molti ne pagano le conseguenze in termini di diminuzione di scolarizzazione, sanità, trasporti...ma con il contemporaneo aumento dell'imposizione fiscale.
E così ritorniamo ad essere sotto un tiranno, ma senza conoscerlo, senza poterlo vedere in faccia, senza poterlo defenestrare. Perchè questo ha agito nell'alveo delle leggi, o almeno così ci fa credere.
Cosa possiamo noi, semplici cittadini inermi contro tutto questo?
Semplice, imbracciamo i forconi, ma non quelli appuntiti che servono per raccogliere il fieno, ma i forconi democratici. La matita elettorale è il nostro forcone e dobbiamo imbracciarlo bene, convinti che uniti si possa sovvertire i nuovi tiranni.
Quindi, quando sentiamo il termine di Project Financing, gestione privata dei servizi pubblici, inasprimento delle tasse in funzione di aumenti di spese faraoniche e inconcludenti, riforme istituzionali,  rivolgiamo la mina della nostra matita elettorale altrove, e estirpiamo le cellule che hanno pensato questi tumori sociali.
Non per cancellare l'imprenditoria privata e il libero mercato, ma per evitare che questi diventino tumori e che sia necessaria una vera rivoluzione dagli esiti ancora più nefasti.
Insieme, come recitano tutte le Costituzioni del mondo.


martedì 20 agosto 2013

N.O.T. Rischio alluvioni, slittamento apertura e aumento dei costi

Il nuovo ospedale N.O.T. di Trento vedrà la luce e il suo completamento nel 2020.
In verità i lavori sarebbero dovuti terminare in 5 anni al massimo ma, prima ancora di cominciare, la Provincia (attraverso L'Adige) ha già fatto sapere che 'vista la complessità' dell'opera i lavori slitteranno di qualche anno.
Certo, il principale sostenitore del N.O.T., il dott. Ugo Rossi, non avrebbe mai pensato che la zona prescelta fosse a rischio inondazioni. Il Servizio Bacini Montani è stato investito solo ora del problema e quindi, solertemente, stanno creando un gruppo di lavoro per mettere in sicurezza l'area.
Crediamo però che un ragionamento l'Assessore Rossi l'avrebbe dovuto fare precedentemente, magari chiedendo PRIMA la consulenza al Servizio Bacini Montani, e solo DOPO chiudere gli appalti.
Ricordando che in Italia lo slittamento dei termini di consegna di un'opera viene sempre accompagnata dalla lievitazione dei costi, possiamo presumere che il N.O.T. non costerà 'solo' 1,8 MILIARDI di €, ma facilmente supererà, e di molto, i 2 miliardi. Impregilo ringrazia.
Ci chiediamo se il fatto che non sia stato considerata l'eventualità delle inondazioni non sia motivo di indagine della Corte dei Conti, in quanto atto sicuramente lesivo nei confronti della spesa di denaro pubblico.

Tutto questo per avere un ospedale con 200 posti letto in meno rispetto l'attuale Santa Chiara e costruito con il sistema perverso del Project Financing

Ricordiamo che il Project Financing è un sistema che sposta l'investimento a 'semplice' canone d'affitto, in modo da nasconderlo nel bilancio dell'ente. Questo metodo porta con sé l'aumento di costo dettato dalla quota finanziaria e la commessa di intermediazione del privato che opera dietro il castello finanziario. Ma l'effetto ancora peggiore è che porterà l'Italia ad avere un balzo del debito pubblico tra qualche anno, incalcolabile ad oggi. 
Probabilmente le milionarie consulenze pagate con i soldi dei contribuenti per far avere la tripla A al Trentino hanno calcolato anche questa eventualità, ma anche fosse il contrario chi mai chiederà il conto alla società di consulenza, al dirigente responsabile e alla classe politica che ha avvallato questo scempio? 
La risposta l'abbiamo tutti: nessuno.
L'unica maniera per cambiare le cose è quella di voltare pagina.
Votare persone che offrono il proprio impegno non per ingrassare l'amico di turno, ma per la collettività.
Questa possibilità c'è. Vediamo se riusciremo a coglierla.
Il Movimento 5 Stelle promette di non continuare in questo metodo. Promette condivisione e informazione. Promette referendum nelle decisioni importanti, senza quorum e che impegni l'amministrazione alla volontà dei cittadini.
E si impegna a non lasciare i territori scoperti, a non far chiudere gli ospedali periferici, a mantenere la vita possibile in tutte le valli del Trentino.



lunedì 12 agosto 2013

La difficoltà di comprendere il Movimento da parte della Casta

Comprendiamo la difficoltà nel capire cosa sia il Movimento 5 Stelle da parte delle ‘autorità’ costituite (altrimenti dette ‘La Casta’) ma il nostro messaggio è chiaro.
Noi siamo cittadini, siamo famiglie, siamo lavoratori, siamo disoccupati, siamo imprenditori, siamo artigiani, siamo mamme, siamo figli, siamo padri, siamo single, siamo omosessuali, siamo eterosessuali, siamo cristiani, siamo atei, siamo di qualunque credo...siamo cittadini.
Quindi incontriamo cittadini.
Se tra i cittadini ci saranno presidenti o politici...non importa.
Noi siamo dell’idea che siamo noi cittadini a dover dire di cosa abbiamo bisogno, non il Movimento ad indicarlo.
Tantomeno un apparato politico di qualsiasi partito, i quali hanno chiaramente fallito nella loro missione che è ascoltare le necessità della gente e con loro elaborare le soluzioni.
Noi facciamo gli incontri con i cittadini per ascoltare i loro problemi e anche le eventuali soluzioni.
Abbiamo grande rispetto per gli italiani tutti e crediamo che insieme possiamo creare un mondo migliore.
Ma insieme.
Chiunque voglia provarci, con la fatica e l’impegno necessario, è il benvenuto.
Chiunque voglia aiutarci, aiuta sè stesso.
Chiunque voglia ascoltarci capirà la motivazione delle nostre idee.
Per questo vogliamo incontrare i cittadini, che siano artigiani, commercianti, lavoratori, disoccupati e non ci interessa fare accordi in buie stanze.



sabato 10 agosto 2013

Cromo esavalente in Val di Sella



La notte di San Lorenzo è buia, che più buia non si può. Non parliamo della notte delle stelle cadenti, ma di quella di cava San Lorenzo, in Val di Sella, territorio comunale di Borgo Valsugana. A inizio degli anni ottanta nella discarica di materiali di origine industriale venivano conferiti, con relative autorizzazioni, polveri di abbattimento fumi delle acciaierie. Fra il 2012 e il 2013 sono state fatti degli scavi ed analisi chimiche, nell’ambito di un’inchiesta ambientale della Procura della Repubblica di Trento, in collaborazione con i Forestali dello Stato.


Ora si scopre la presenza di cromo esavalente. Si tratta di una sostanza che la Iarc (Agenzia internazionale per la ricerca sul cancro) classifica come cancerogena. L’esposizione a cromo esavalente è una delle possibili cause di tumore al polmone: l’apparato respiratorio rappresenta il principale bersaglio dell’azione tossica.


Pochi giorni fa (inizio agosto 2013) il sindaco di Borgo, con ordinanza, ha vietato di consumare l’acqua proveniente dalle tre sorgenti inquinate (destinatari sono tre soggetti privati residenti a Borgo e Castelnuovo), ha vietato il passaggio nell’area dell’ex cava ed ha spedito una lettera di diffida all’acciaieria di Borgo Valsugana (in liquidazione) e «ai signori Leali (ex proprietari), al fine di procedere immediatamente ai necessari interventi di bonifica del sito fonte di inquinamento ambientale».


L’ex cava che non sembra un’ex cava. Chi fino a ieri passava per San Lorenzo non poteva immaginare cosa stava là sotto. Tutto è apparentenete verde, bello, eccetto alcuni alberelli un po’ troppo sottili e con foglie un po’ troppo chiare, che non passano inosservati agli occhi attenti degli esperti. Sul sito ha lavorato soprattutto il Nucleo investigativo del Corpo forestale dello Stato.


L’Appa ha prelevato campioni di vegetale, per valutare l’eventuale presenza di inquinante. «In esito a questi esami sapremo se tali vegetali potranno rimanere sul sito oppure se dovranno essere smaltiti altrove, nel senso che la procedura ipotizzata per la cava di San Lorenzo dovrà consistere nell’abbattimento di tutta la vegetazione soprastante e la completa copertura del sito con appositi teloni (circa 3000 metri quadrati)».


Dopo un primo campionamento con la fluorescina, un tracciante che permette di cogliere la presenza di sostanze inquinanti, che non aveva portato risultati, è stata fatta una seconda campagna di indagini empiriche, mediante l’utilizzo di altro tracciante. «Dopo qualche mese di attesa - si legge nel comunicato firmato dal sindaco Fabio Dalledonne - ecco apparire le prime tracce, significative. Veniva così dimostrato il collegamento tra il punto A (fonte dell’inquinamento) ed il punto B (sorgenti inquinate). A distanza quindi di circa un anno e mezzo dall’inzio delle ricerche, si dimostrava il nesso di causalità».


Cosa succederà ora? Dal Comune è partita una lettera alla vecchia proprietà delle Acciaieria, destinatari Dario e Cesare Leali, per chiedere di procedere in brevissimo tempo alla bonifica del sito. Un’operazione che prevede una spesa di circa 50 mila euro.


«In collaborazione con l’Appa, con cui siamo stati sempre in contatto, abbiamo deciso di optare per la messa in sicurezza dell’intera area di circa 3 mila metri quadrati», ha dichiarato il sindaco. Tutta la vegetazione che si trova nella parte sopra l’ex cava verrà abbattuta e, per impedire all’acqua piovana di entrare nella falda, la zona sarà coperta con dei teloni».


Le indagini non sono finite. A valle del primo tornante della provinciale per Sella saranno messi nuovi piezometri per controllare la falda esistente in zona. Il sindaco rassicura: l’inquinamento non riguarda l’acquedotto; l’acqua del rubinetto si può bere. E menomale.


Di questa vicenda avevamo parlato un anno fa. Anche di questo parla LA FARFALLA AVVELENATA (Città del Sole Edizioni). Ancora VELENI in Valsugana (e non solo in Valsugana). Ed è buia la notte di San Lorenzo.

Andrea Tomasi e Jacopo Valenti